
La Grande Marcia
Il Romanzo del Popolo Longobardo
di Sabina Colloredo
Editore Longanesi
Dimensioni 15 x 21 cm
Edizione rilegata con sovracoperta, Pagg. 328
Per il suo libro d'esordio, la scrittrice milanese Sabina Colloredo ha scelto di rifarsi a un modello di grande tradizione ma generalmente non molto frequentato dalla narrativa italiana di questi anni: il romanzo storico e d'avventura in cui eventi e personaggi reali del passato si mischiano con elementi di pura fantasia e invenzione. In questo caso l'ambientazione risale sino all'epoca delle invasioni barbariche, e in particolare al periodo che va dall'autunno del 567 all'estate del 568, quando il popolo dei Longobardi attraversò i confini italici per instaurare il proprio dominio nel nord della penisola.
In questo bel libro di Sabina Colloredo viene raccontato il momento della partenza di un popolo verso l’Italia, un paese che non viene visto come luogo di conquista, ma come la terra nella quale i longobardi, insieme ai loro alleati, intendono vivere. Li guida Alboino, attorno al quale ruotano personaggi che hanno popolato la nostra fantasia e la nostra letteratura, come Rosmunda, segretamente innamorata del guerriero Elmichi; la figlia Alpsuinda, la spietata e bellissima sacerdotessa Rodelinda; gli Ari, una setta sanguinaria e selvaggia totalmente sottomessa al culto del dio Wotan. Ci sono tutte le trame, le passioni, le battaglie e le speranze che contraddistinguono le vigilie dei grandi momenti storici.
Dall’altra parte, nel castello di San Giorgio, il primo avamposto che incontreranno i longobardi prima di entrare nella pianura padana, c’è la storia di un’attesa e le divisioni di un popolo, quello romano, che non ha ancora preso coscienza degli avvenimenti nei quali saranno coinvolti.
Sabina Colloredo ci introduce in questa storia facendoci vedere, con una scrittura davvero efficace, gli avvenimenti che racconta. Grandioso il momento della partenza dalla Pannonia, sembra quasi di essere presenti di fronte a quell’enorme serpente di carri e di un popolo di trecentomila persone che si muove lasciando, come dice l’autrice, la Pannonia tornò fredda e vuota, com’era stata all’origine dei tempi.
Romanzo storico.
Prima edizione: Maggio 1996
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