|
Note: Il nucleo centrale del Signore degli Anelli è costituito dal viaggio di Frodo verso il regno di Sauron. Tale viaggio, come nota Giuliano sulla scia di un’osservazione di Cardini, si uniforma al modello del viaggio nell’Aldilà. Mordor, infatti, esteriormente possiede le caratteristiche proprie del regno dei morti (il suo nome in inglese antico significa “assassinio, morte violenta, supplizio”). Non solo, l’Autore dimostra pure la continua utilizzazione del predetto topos lungo l’intero libro. Per cui, ad esempio, l’episodio dei Tumulilande è una catabasi tipica delle saghe nordico-germaniche, le tappe nei regni elfici di Imladris e Lothlórien, a loro volta, sono assimilabili alle avventure nell’Altro Mondo (echtrai) dei racconti gallesi e irlandesi; l’entrata nelle profondità di Moria si avvicina alle discese agli inferi peculiari dei miti e dei riti d’iniziazione, e via dicendo. Ma la contrada dell’Oscuro Sire non è solamente una raffigurazione dell’Aldilà. Essa, effettivamente, si presenta come un’accurata proiezione della società industriale contemporanea (sfruttamento delle risorse, inquinamento atmosferico e geologico ecc.). La riproposta del mito, in Tolkien, si pone come risposta al tramonto del sacro, alla perdita del "centro", alla crisi dei valori, ossia a quel complesso insieme di manifestazioni che hanno segnato, e tuttora segnano, la società occidentale. Il viaggio del giovane Hobbit assume, allora, i suggestivi contorni di un viaggio nella modernità colta nei suoi aspetti più deleteri e nefasti.
Nel primo capitolo sono passati in rassegna i principali miti e racconti relativi al viaggio nell’Aldilà (da quelli egizi a quelli mesopotamici, da quelli greco-romani a quelli celtici e nordico-germanici, per finire alle visioni cristiane medievali). Nel secondo, sono delineati i personaggi di spicco del libro di Tolkien (Gandalf, Frodo, Aragorn, Galadriel, Sauron, Saruman, Gollum) e ne sono messe in rilievo le caratteristiche nonché le somiglianze e le divergenze con talune figure della mitologia e dell’epica. Nel terzo e nel quarto, infine, attraverso una dettagliata lettura del testo sono evidenziate le principali fonti d’ispirazione del filologo oxoniense (il Beowulf, le due Edda, le saghe scandinave, i romanzi cavallereschi ecc.).
Indice: Prefazione di Marco Tangheroni
Introduzione
I. Viaggi di superficie o in profondità. L'esperienza dell'Aldilà
II. Mitografia dei personaggi e tripartizione funzionale
- Saggezza e tradizione
- L'eroe moderno
- La regalità sacra
- Bene e bellezza
- Il potere e il male
- La scienza e il potere
- L'anti-eroe e l'astuzia della ragione
III. Iniziazione e destino. Dalla Contea a Lothlórien
- La comunità ideale: il piccolo popolo
- La chiamata dell'eroe
- L'attraversamento della foresta e l'esperienza di morte
- Tom Bombadil e il sorriso del Bene
- La seconda esperienza di morte
- La tentazione dell'eroe
- Il tempo alto e la purificazione
- Viaggio sotterraneo e morte iniziatica
- Il bosco incantato e l'Età dell'Oro
IV. Potere e iniziazione. L'orrore del presente e l'impossibile salvezza
- Lo scioglimento della Compagnia: colpa e riscatto
- Natura contro scienza: il "Combattimento degli arbusti"
- Sconfitta della scienza ed ethos cavalleresco
- Il ritorno del Re
- L'itinerario ascetico. "The passage of the Marshes"
- Il locus amoenus
- Una nuova catabasi
- Il paese dei morti: il mondo moderno?
- Cerimonie sacre. Il ritorno della tradizione
- La ricomparsa del Male
- Eclissi del mito e ingresso nella storia
Bibliografia
|