|
Note: Edizione italiana a cura di Gianfranco de Turris; traduzione di Carlo Donà
Precedenti edizioni: Luni Editrice, Milano 2000
«John Ronald Reuel Tolkien, il professore che amava i draghi, filologo insigne ed estroso, subcreatore della Terra di Mezzo e dei suoi miti cosmogonici, conservatore, cattolico tradizionalista, antimoderno al punto tale da preferire i fulmini ai lampioni, i cavalli alle automobili, ha insegnato ormai a diverse generazioni ad amare il Medioevo e il fantastico ed a non considerarli entrambi come qualcosa di negativo, di cui vergognarsi o addirittura di "pericoloso". Tolkien, della Evasione del Prigioniero dal carcere della Modernità, ne ha fatto un atteggiamento positivo e costruttivo, indispensabile per uscire indenni mentre si superano tutti gli ostacoli che si frappongono alla libertà». Così dice G. de Turris nell'Introduzione ed è grazie a questo testo dunque che finalmente è venuto il momento di conoscere e apprezzare il Tolkien medievista, linguista e filologo, grazie al quale si riesce a comprendere meglio il Tolkien narratore e subcreatore di quella Terra di Mezzo, di quel "Mondo Secondario" (per usare le sue stesse parole) che lo accompagnò per mezzo secolo.
Indice: Introduzione di Gianfranco de Turris
Prefazione di Christopher Tolkien
Beowulf: mostri e critici
Tradurre Beowulf
Galvano e il Cavaliere Verde
Sulle fiabe
Inglese e gallese
Un vizio segreto
Discorso di commiato all’università di Oxford
|