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Tolkien Reading Day 2022: Amore e Amicizia

Anche per quest’anno la Società Tolkieniana promuove il Tolkien Reading Day, nel giorno in cui si dedica un momento per leggere o rileggere il proprio passo preferito delle opere del Professore.

Il tema scelto dalla Tolkien Society per il 2021 è Amore e Amicizia

Siamo a disposizione per dare supporto in tutti i modi in cui potremo a chiunque vorrà indire momenti di lettura, nei modi che l’attuale situazione ci permette. Vi invitiamo poi a dare notizia di come trascorrerete questa ricorrenza, condividendo le vostre foto o i vostri video o semplicemente annunciando quale passo avete scelto di leggere, in uno di questi canali:

Raccomandiamo, sui social network, di inserire l’hashtag #TolkienReadingDay per fare in modo che i vostri contributi entrino nel grande flusso mondiale di testimonianze in onore del Professore.

Gli spunti per la lettura, su questo tema, sono davvero tanti: da “Beren e Lúthien” a “Lo Hobbit”, ai passi de “Il Signore degli Anelli” dove i membri della Compagnia ritrovano la tempra per reagire alle situazioni che sembrano senza via d’uscita al racconto di Aragorn e Arwen, i passi che si possono scegliere sono veramente numerosi!

Da quest’anno, con tutte le cautele del caso, sarà inoltre possibile provare la bellezza di ritrovarsi faccia a faccia per questo suggestivo appuntamento!

Qui una nostra selezione di suggerimenti con tutte le occasioni di incontro, all’insegna delle letture tolkienane:


Per qualsiasi richiesta di supporto per organizzare la vostra lettura non esitate a contattarci all’indirizzo silmaril@tolkien.it

Buon giorno di letture tolkieniane a tutti!

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L’ultimo addio. Con Priscilla si chiude un’era

Nella serata di ieri si è diffusa la notizia che, dopo un breve periodo di malattia, Priscilla Tolkien ha concluso il suo percorso terreno. Tra i primi a dare l’annuncio è stato il Lady Margaret Hall, l’istituto di Oxford presso il quale aveva studiato (qui il comunicato).

Quarta e più giovane dei figli di Edith Bratt e John R. R. Tolkien, nonché unica figlia femmina, pur non seguendo le vicende editoriali legate al nome Tolkien con la stessa assiduità del fratello Christopher, era comunque conosciuta e amata nell’ambiente degli estimatori e diverse attività sono legate al suo nome. Oltre ad essere vicepresidente ad honorem della Tolkien Society dal 1986, assieme al fratello John aveva pubblicato nel 1992 The Tolkien Family Album, una suggestiva biografia “vista dall’interno” con aneddoti originali e un corredo di testimonianze fotografiche: nello stesso anno firmò inoltre la prefazione di A Tribute to J.R.R. Tolkien, pubblicazione in occasione del centenario della nascita del padre, solo per citare alcuni dei suoi contributi. Come non citare, poi, il viaggio nel nostro paese assieme a suo padre nella primavera del 1955, tra le meraviglie di Venezia e Assisi che lasciarono a entrambi indelebili emozioni e ricordi…

Ma, al di là di questi, la sua scomparsa al mondo non può non richiamare alla mente l’Ultima Nave, Oilima Markirya nel celebre componimento Alto-elfico di suo padre, che salpa dalle Rive-di-qua per ricongiungersi con i cari partiti tempo prima. Giunge al termine della sua esistenza la Compagnia originaria, quello straordinario nucleo familiare che tutti abbiamo amato e a cui tutti avremmo voluto rubare uno sguardo, servendoci di qualche artifizio che ci permettesse di assistere a quelle incredibili serate in cui padre, madre e figli si riunivano per raccontarsi le storie che sarebbero poi diventate col tempo i nostri libri prediletti. L’ultima testimone di una delle più riuscite esperienze narrative e letterarie di sempre se n’è andata: di loro ci resta l’immenso e inestimabile dono di un grandissimo ciclo letterario, un affresco dipinto da queste stesse persone in cui i loro stessi cuori fanno risuonare i loro battiti.

Tuttavia, anche se in queste circostanze si parla di “scomparsa”, quella dei Tolkien è tutt’altro che definitiva. Se è vero che nessuno se ne va da questo mondo finché esiste chi ne ricorda il nome, la famiglia Tolkien si è senz’altro garantita un posto fra coloro che accompagneranno la storia dell’umanità fin quando questa durerà. Senz’altro chi ha avuto modo di avvicinare, di persona o per via epistolare, questa donna gentile e disponibile e di avere in cambio il dono di una sua risposta (e anche in Italia ci sono alcuni di questi fortunati) sarà doppiamente toccato da questo evento.

Da parte nostra, crediamo che le parole più adatte per questo momento le scrisse proprio John Ronald Reuel Tolkien nell’addio di Aragorn ad Arwen:

«In tristezza dobbiamo lasciarci, ma non nella disperazione. Guarda! Non siamo vincolati per sempre a ciò che si trova entro i confini del mondo, e al di là di essi vi è più dei ricordi. Addio!»

J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Rusconi.

Immagine su gentile concessione di Tolkien Italia

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History of Middle-earth in italiano

Il ritorno di Lucca Comics&Games a un’edizione in città ha portato una notizia indubbiamente di rilievo, per quanto riguarda le opere di Tolkien: Bompiani ha diffuso un post Facebook in cui annunciava il piano per la traduzione dell’intera History of Middle-earth, celebre opera postuma in dodici volumi (più indice) compilata e curata da Christopher Tolkien e data alle stampe tra il 1983 e il 1996. Da un lato era prevedibile che l’annuncio della serie TV di Amazon, con inizio previsto a inizio settembre 2022, avrebbe tirato la volata alla massiccia uscita sul mercato di serie di prodotti più o meno legati a Tolkien; d’altro canto, pochi avrebbero scommesso sulla History, che per vari motivi connessi alla sua storia in Italia e nel mondo pareva essere al centro più delle attese dei lettori che degli editori.

Tra gli appassionati più inclini ad approfondire e collezionare testi tolkieniani che parlano della Terra di Mezzo, quest’opera monumentale è dunque conosciuta, chiacchierata e bramata da lungo tempo, ben da prima dei primi tre film di Peter Jackson e della conseguente esplosione di notorietà a livello mondiale di queste grandi saghe letterarie. Per la sua struttura e per i suoi contenuti, inoltre, ha rappresentato una risorsa imprescindibile per studiosi e divulgatori, che in essa hanno trovato fonti e materiali di prima mano per corroborare le proprie opere secondarie e svelare gran parte dello scenario in cui J.R.R. Tolkien ha ambientato i racconti che amiamo.

Nei dodici volumi della History, Christopher Tolkien presenta e discute i manoscritti di suo padre relativi alle trame de Il Silmarillion e Il Signore degli Anelli, oltre ad altri saggi e racconti che trattano di vicende non narrate estesamente nelle opere narrative pubblicate fino ad allora. Parte di questi materiali erano pertanto inediti, mentre altre parti consistono essenzialmente in versioni precedenti di storie già pubblicate. Questo lo sviluppo dell’opera:

  • The Book of Lost Tales Part One (1983)
  • The Book of Lost Tales Part Two (1984)
  • The Lays of Beleriand (1985)
  • The Shaping of Middle-earth (1986)
  • The Lost Road and Other Writings (1987)
  • The Return of the Shadow (The History of The Lord of the Rings vol. 1) (1988)
  • The Treason of Isengard (The History of The Lord of the Rings vol. 2) (1989)
  • The War of the Ring (The History of The Lord of the Rings vol. 3) (1990)
  • Sauron Defeated (The History of The Lord of the Rings vol. 4) (1992)
  • Morgoth’s Ring (The Later Silmarillion vol. 1) (1993)
  • The War of the Jewels (The Later Silmarillion vol. 2) (1994)
  • The Peoples of Middle-earth (1996)

Nel 2002 è stato poi pubblicato un tredicesimo volume, The History of Middle-earth Index. Questo libro ha completamente integrato tutti gli indici dell’insieme in un unico grande indice.

I primi due libri ci introducono alla prima concezione del legendarium di Tolkien. Il terzo volume contiene estesi poemi riguardanti alcune delle storie principali. I due libri che seguono approfondiscono invece gli sviluppi che dalle versioni dei primi due volumi portano al cosiddetto Quenta Silmarillion, versione riveduta di quello che sarebbe poi uscito postumo nel 1977. I volumi dal sesto al nono trattano la storia e lo sviluppo de Il Signore degli Anelli, mentre la seconda metà del nono volume discute la storia di Númenor. Nel decimo e nell’undicesimo volume si discutono gli sviluppi successivi del Silmarillion, fungendo in pratica come base di partenza per l’edizione pubblicata. Il volume conclusivo prevede lo sviluppo delle Appendici de Il Signore degli Anelli, seguito da alcuni saggi assortiti che J.R.R. Tolkien aveva scritto negli ultimi anni della sua vita.

Chi ci segue da più tempo saprà che i Lost Tales erano già usciti in Italia per i tipi di Rusconi, rispettivamente nel 1986 e nel 1987, col titolo di Racconti Ritrovati e Racconti Perduti ed entrambi nella traduzione di Cinzia Pieruccini. Sembrava l’inizio di un ciclo destinato a ricoprire l’intera opera, ma malauguratamente (per motivi mai del tutto chiariti) non si andò oltre. Ora, come detto, il ciclone Amazon sembra invece aver improvvisamente creato condizioni idilliache perfino per i prodotti editoriali più azzardati – che, in sé, è una circostanza apprezzabile.

Come lettori, però, un’aspettativa l’abbiamo. Le chiacchiere attorno alla precedente esperienza di nuova traduzione legata al nuovo corso Bompiani/Giunti, infatti, non sono ancora sopite: gradiremmo molto che questa nuova operazione non fosse “di rottura”, come quella legata a Il Signore degli Anelli, ma che sia l’occasione per ricomporre una platea di appassionati come quella italiana, che (comunque la si pensi) merita di venir posta nelle condizioni ideali per poter apprezzare e condividere nella sua interezza le suggestive atmosfere create dalla penna e dalla mente di Tolkien. La notizia che per le nuove traduzioni sarà coinvolto un professionista di valore come Luca Manini, da questo punto di vista, è un ottimo auspicio: Manini, infatti, si è già cimentato con risultati egregi nella traduzione di testi tutt’altro che semplici da affrontare, come Beren e Lúthien e La Caduta di Gondolin, pertanto offre ampie garanzie di poter svolgere un lavoro di qualità e nel pieno rispetto della visione dell’autore. Si dà il caso che alcuni volumi della History (The War of the Jewels, The Lost Road, Sauron Defeated e Peoples of Middle-earth) contengano amplissimi stralci del substrato linguistico messo a punto da Tolkien per la Terra di Mezzo, universalmente (o quasi…) ritenuto un pilastro imprescindibile della concezione tolkieniana: purtroppo quel “quasi” riguarda da vicino Ottavio Fatica, autore di alcune dichiarazioni piuttosto sconcertanti a proposito del Tolkien filologo e glottoteta – a proposito del quale, ricordiamo che come associazione abbiamo promosso il primo e finora unico percorso di studi tutto italiano sulla tematica, che ha preso il via con la pubblicazione dei due volumi de Le Lingue degli Elfi della Terra di Mezzo ed è tuttora in corso. È dunque legittimo coltivare l’aspettativa un cambio di passo circa l’approccio ai testi e augurarsi che le prossime pubblicazioni si rivolgano con il dovuto rispetto tanto all’autore quanto alla platea dei suoi lettori, per uscire finalmente tutti assieme a rivedere le stelle di Elbereth!

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J.R.R. Tolkien, anniversario speciale

Come ormai tutti quelli che ci seguono regolarmente sanno bene, il 2 settembre per noi coincide con una ricorrenza molto sentita: in quel giorno nel 1973, a Bournemouth, Regno Unito concludeva il suo percorso terreno il nostro padre spirituale, J.R.R.Tolkien all’età di 81 anni. Per avere altre notizie su di lui, invitiamo a scorrere il pezzo con cui lo salutavamo esattamente un anno fa.

Ma il settembre del 2021 che stiamo vivendo ha un valore simbolico aggiunto su vari fronti. Proprio oggi parte infatti un ideale conto alla rovescia in vista dell’uscita, tra un anno preciso, della serie televisiva Amazon LOTR on Prime: ma siccome dire Tolkien vuol dire inequivocabilmente “libri”, quest’anno potremo salutare il professore accogliendo quello che ragionevolmente è il suo ultimo dono fatto di pagine: The Nature of Middle-earth.

Un ultimo, nuovo libro di Tolkien

Come spiegato dal curatore Carl F. Hostetter nell’intervista concessa a Tolkien Italia, il volume raccoglierà sia materiale già pubblicato in riviste specialistiche che materiali inediti. Sempre da Tolkien Italia apprendiamo inoltre che

 L’anteprima del libro disponibile online ha confermato la grande rilevanza degli scritti inediti dati alle stampe, dissipando i dubbi di chi temeva che questi sarebbero stati solo una componente decisamente minoritaria all’interno del libro e magari di poco valore.

Purtroppo, come spesso accade a sud delle Alpi, in Italia se si parla di pubblicazioni tolkieniane non c’è rosa senza spine. :

L’attesa per il libro è tanta e l’operazione editoriale è stata orchestrata con perizia non solo nel mondo anglofono: sempre il 2 settembre il libro sarà pubblicato anche in lingua portoghese-brasiliana, mentre nel mese di novembre arriverà la traduzione spagnola. Per l’Italia invece non si hanno proprio notizie. Con qualche timida speranza di essere smentiti, è probabile che in Italia non verrà proprio pubblicato da Bompiani.

Salutiamo Tolkien assieme

Ma nel pomeriggio alle 18, per celebrare l’anniversario, ci uniamo all’invito a seguire la diretta Spreaker di Cronache dalla Terra di Mezzo alla quale presenzierà anche Gianluca Comastri, esperto di lingue di Arda e nostro consigliere.

Oltre a ricordare la figura del Professore e a proporre aneddoti ed episodi della sua straordinaria vita, coglieremo l’occasione per parlare anche del nuovo libro in uscita. In particolare, se parliamo dei materiali già editi in passato, c’è un’ulteriore curiosità: Gianluca qualche anno addietro ha collaborato alla traduzione di alcuni dei brani che sono stati inseriti anche in questo nuovo volume. Quale miglior occasione dunque per avere qualche ulteriore, piccola anticipazione sui contenuti?

Per collegarvi alla diretta Spreaker, seguite il link https://www.spreaker.com/show/cronache-dalla-terra-di-mezzo. Ma non finisce qui, perché a partire dalle 21.15 ci sarà da seguire anche la ricca puntata speciale su Radio La Voce di Arda (https://www.spreaker.com/show/lo-show-di-radio-la-voce-di-arda), per un 2 settembre da trascorrere piacevolmente assieme durante tutta la giornata, in memoria di colui che ci ha fatto dono di tutto questo!

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Tolkien Reading Day 2022: amore e amicizia

Anche per quest’anno la Società Tolkieniana promuove il Tolkien Reading Day, nel giorno in cui si dedica un momento per leggere o rileggere il proprio passo preferito delle opere del Professore.

Il tema scelto dalla Tolkien Society per il 2021 è Amore e Amicizia

Siamo a disposizione per dare supporto in tutti i modi in cui potremo a chiunque vorrà indire momenti di lettura, nei modi che l’attuale situazione ci permette. Vi invitiamo poi a dare notizia di come trascorrerete questa ricorrenza, condividendo le vostre foto o i vostri video o semplicemente annunciando quale passo avete scelto di leggere, in uno di questi canali:

Raccomandiamo, sui social network, di inserire l’hashtag #TolkienReadingDay per fare in modo che i vostri contributi entrino nel grande flusso mondiale di testimonianze in onore del Professore.

Gli spunti per la lettura, su questo tema, sono davvero tanti: da “Beren e Lúthien” a “Lo Hobbit”, ai passi de “Il Signore degli Anelli” dove i membri della Compagnia ritrovano la tempra per reagire alle situazioni che sembrano senza via d’uscita al racconto di Aragorn e Arwen, i passi che si possono scegliere sono veramente numerosi!

Da quest’anno, con tutte le cautele del caso, sarà inoltre possibile provare la bellezza di ritrovarsi faccia a faccia per questo suggestivo appuntamento! 

Qui una nostra selezione di suggerimenti con tutte le occasioni di incontro, all’insegna delle letture tolkienane:

Per qualsiasi richiesta di supporto per organizzare la vostra lettura non esitate a contattarci all’indirizzo silmaril@tolkien.it

Buon giorno di letture tolkieniane a tutti!

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Tributo a Christopher Tolkien

Un anno fa arrivava la notizia della scomparsa di Christopher John Reuel Tolkien.

Per tramandare la testimonianza della sua incessante opera di diffusione degli scritti inediti di suo padre, invitiamo a ripercorrerne le tappe nello speciale sul sito di Tolkien Italia In memoria di Christopher Tolkien e a trascorrere il pomeriggio in web radio, con la puntata speciale su La Voce di Arda.

Noi continueremo ovviamente a rendere testimonianza ai due grandissimi personaggi, grazie ai quali siamo qui a condividere con tutti voi la bellezza e la magia della Terra di Mezzo: ai Tolkien va il nostro più sentito grazie e il nostro impegno a rendere sempre il dovuto merito a ciò che ci hanno lasciato.

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Arrivederci, professore!

La Fantasia è una naturale attività umana, la quale certamente non distrugge e neppure reca offesa alla Ragione; né smussa l’appetito per la verità scientifica, di cui non ottunde la percezione. Al contrario: più acuta e chiara è la ragione, e migliori fantasie produrrà.

[J.R.R.Tolkien – Sulle fiabe, in Albero e Foglia]

Il 2 settembre 1973 a Bournemouth, Regno Unito concludeva il suo percorso terreno il nostro padre spirituale, J.R.R.Tolkien all’età di 81 anni.

Il suo lascito comprende opere accademiche di importanza fondamentale sulla lingua inglese, tra le quali un elenco sommario delle sole più eclatanti comprende: contributi all’Oxford English Dictionary, una traduzione del Beowulf e la creazione di un’intera mitologia, come mostrata in The Hobbit, The Lord of the Rings e The Silmarillion.

Stasera, alle 21, per l’occasione diamo appuntamento a tutti voi sulla web radio La Voce Di Arda per una puntata tutta dedicata a letture e testimonianze di quanto la Terra di Mezzo sia stata ispirazione profonda per il Professore – e quanto lo sia ancora oggi per tutti noi.


Nato il 3 gennaio 1892 a Bloemfontein, Sudafrica, John Ronald Reuel Tolkien è stato uno scrittore, filologo, glottoteta, accademico e linguista britannico.

Luminare nel campo della filologia comparata e dell’anglistica, è l’autore de “Il Signore degli Anelli” e di altre celebri opere riconosciute come pietre miliari della letteratura mondiale, quali “Lo Hobbit” e “Il Silmarillion”, oltre che di una serie di studi sui miti nordici (“La caduta di Artù”, Sigurd e Gudrún”, “Beowulf” solo per citarne alcuni).

Fu Rawlinson and Bosworth Professor di antico inglese dal 1925 al 1945 e Merton Professor di lingua e letteratura inglese dal 1945 al 1959 presso l’Università di Oxford, dove contribuì alla creazione del New Oxford English Dictionary.

Fu amico intimo di C. S. Lewis, insieme al quale fu membro di un informale gruppo letterario conosciuto come Inklings: fu inoltre membro della Royal Society of Literature.

Nel 1972 Tolkien ricevette la laurea honoris causa all’Università di Oxford e fu insignito dalla regina Elisabetta dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico

I suoi scritti hanno ispirato molte altre opere, dando vita a un vero e proprio filone: hanno tuttora un effetto duraturo su tutto il genere, al punto che Tolkien può essere considerato come uno degli autori più importanti del suo secolo e non solo. La sua riscoperta della mitologia e dell’epica, il modo mirabile in cui le ha riproposte in un’opera letteraria contemporanea rimangono una vetta ineguagliata nel panorama culturale mondiale.

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Una biblioteca per voi

Mancano ormai pochi giorni al Tolkien Reading Day, il giorno dedicato alla lettura di brani tolkieniani o di ispirazione tolkieniana: per fornirvi un ulteriore spunto, abbiamo scelto questa scadenza per far partire uno dei nostri nuovi progetti culturali per il 2020. Si tratta di una raccolta di testi, liberamente scaricabili, che pubblicheremo con cadenza variabile, in cui vari autori illustreranno i temi della Terra di Mezzo che più hanno ispirato i loro studi e le loro riflessioni.

La Biblioteca dei Quattro Decumani nasce per iniziativa della Società Tolkieniana Italiana, in collaborazione con Eldalië, Tolkieniana Net e i Tolkieniani Italiani. Dal sodalizio di queste realtà scaturisce la presente collezione di testi in formato elettronico, comprendente sia inediti che brani già precedentemente pubblicati, che vengono diffusi a corredo degli articoli ospitati sui siti web dei proponenti.
La serie, aperiodica, propone approfondimenti e studi monografici dedicando ciascun numero a un argomento specifico, come invito alla lettura, alla riflessione e al confronto in merito ai temi principali che emergono dagli scritti di John Ronald Reuel Tolkien.

Nel primo numero riproponiamo, per gentile concessione, un saggio di Stefano Giuliano intitolato La Terra di Mezzo – Paesaggi come Metaspazi, in cui l’autore

cercherà d’interpretare i principali luoghi descritti nel Signore degli Anelli come metaspazi, vale a dire luoghi nei quali idee e pensieri si oggettivano, si concretizzano, e si connotano fortemente in senso etico-estetico. Si tenterà, dunque, una lettura del Signore degli Anelli che passi per intero attraverso i paesaggi in esso descritti. Un’analisi dei luoghi – paesaggi soprattutto – che Tolkien descrive, e nei quali fa agire i propri personaggi.

Buona lettura!

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Tolkieniani Italiani – Intervista a Marcantonio Savelli


Recentemente abbiamo avuto modo di entrare in contatto con Marcantonio Savelli e di approfondire la sua conoscenza. Nato a Bologna nel 1986, si è proposto in particolare per il suo esordio come autore letterario con un’opera prima interamente ispirata alla letteratura medievale, a partire dalla trama fino a giungere al metodo compositivo. Abbiamo così potuto constatare che l’autore è anche studioso di filosofia e appassionato ricercatore di storia e letteratura medievale: non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione per una ricca chiacchierata su tutto ciò che ci accomuna.


Da cosa è scaturita l’ispirazione a dedicarsi a un tema e a un’opera tanto affascinante, quanto inusuale nel panorama letterario nazionale?

Ringrazio prima di tutto per il complimento e per questa intervista. Dove è nata l’ispirazione… Fortunato l’autore che sia in grado di rispondere a questa domanda riguardo alla propria opera in modo esauriente. Temo di non poterci nemmeno provare. L’ispirazione diretta credo sia da ricercarsi, tra le altre cose, nelle letterature medievali, in primo luogo l’epica di ogni latitudine, su tutti il Beowulf la Chanson de Roland, i cicli arturiani, le saghe norrene, la Legenda Aurea e altre agiografie, Chretien de Troyes e la lirica trobadorica in generale, Dante. Tra gli antichi, l’Odissea inevitabilmente. Tra i moderni, mi vengono in mente Melville, London, Scott, Borges, Yeats. Tolkien fa storia a se’. Ma se parliamo di ispirazione in senso più lato, devo purtroppo avvertire di aver letto molta filosofia. Pertanto credo che il problema letterario sia per me posto innanzi tutto come problema filosofico. Senza fare nomi. Penso dunque che sia corretto definire Erec un poema filosofico. Si può leggerlo come un poema epico per trarne il piacere che si trae da un testo epico. Tuttavia il mio intento era fare qualcosa di più di questo, ovvero suggerire al lettore una meditazione sull’uomo non antico, ma moderno, o sulla crisi moderna, se si vuole, vista non dal punto di vista della “letteratura di crisi”, ma bensì da quello di un suo superamento. In realtà la distinzione è illusoria, perché l’epica è, per sua natura, spontamentamente simbolica e quindi filosofica. Ad ogni modo, ho tentato di scrivere un libro drammatico ma ottimista, che mediti sul futuro facendo finta di parlare “solo” di un passato immaginario. C’è forse qualcosa di Tolkieniano in questo? 

Qual è stato il ruolo di Tolkien e delle sue opere in questo contesto creativo?

Non esito a dire che questo testo non esisterebbe se un bambino di nove anni non avesse preso in mano Il Signore degli Anelli per non più abbandonarlo. Una storia comune, credo, a molti di coloro che leggeranno queste righe. Da allora ho letto e amato molti altri autori, ma penso di poter dire che Tolkien sia l’influenza maggiore su Savelli come essere umano e come scrittore. A prescindere ovviamente dalla qualità letteraria e artistica, credo che nel mio testo ci sia molto di Tolkien. Ma la ricetta ideale per scrivere un pessimo libro penso sia imitare gli autori che si amano. Non si potrà mai eguagliarli, ma soprattutto si sta imitando l’opera, non la mente e lo spirito che l’hanno creata. Si sta facendo, per dirla con Platone, una copia di una copia. Da Tolkien penso di aver attinto, soprattutto, la convinzione che si possa scrivere un’opera che parli all’uomo moderno del suo destino e della sua felicità senza per questo rassegnarsi alla modernità e alla crisi che essa porta con se’. E l’idea che certi temi, tra cui quello del fantastico inteso come quel qualcosa che sfugge alla logica calcolante, all’organizzazione come dominio… questo e altri temi nati nell’Occidente medievale… possano essere recuperati e riproposti in chiave nuova. 

Come mai la scelta è caduta proprio sul metro allitterativo, che non è certo la tecnica compositiva letteraria più agevole?

Come tutti sappiamo, vi è un rapporto fra forma e contenuto. La forma, in un’opera d’arte, non è un abito che si possa smettere e sostituire a piacere. Non credo sia possibile, per intenderci, scrivere un poema allitterativo a tema non epico,  o che parli del banale, del quotidiano, del triviale. O del moderno. Lo si potrebbe fare, certo, ma credo che il risultato sarebbe piuttosto ridicolo. La letteratura italiana non ha mai conosciuto l’allitterazione perché è molto più difficile comporre secondo tale metro in una lingua “romanza” che in una lingua germanica, come ad esempio l‘old english. Il motivo principale è piuttosto semplice. In old english, nonché nell’inglese moderno che in buona parte ne deriva, la stragrande maggioranza delle parole è accentata sulla prima sillaba. Siccome il metro allitterativo non si interessa di come una parola finisce, (come invece la rima), ma solo del suono delle sillabe dove cadono gli accenti, ecco che per chi compone è molto più facile pensare alle parole che iniziano con il tal suono, che non trovare mentalmente la parola che esprima ciò che vogliamo esprimere e allo stesso tempo che abbia la sillaba su cui cade l’accento corrispondente alle esigenze metriche. All’inizio del testo vi è una spiegazione della metrica utilizzata. Chi lo desidera può cimentarsi e verificare da se’. Ma detto questo, oltre al maggior tempo e alla fatica richiesti a comporre, di cui il lettore non ha motivo di preoccuparsi, oso sperare che i risultati non parlino a sfavore dell’adozione di tale metro anche per opere in lingua italiana. Questo poema epico, come tutti i poemi epici di ogni tempo e luogo, è fatto non per essere letto mentalmente, ma declamato ad alta voce. Ho provato a farlo e mi è parso che il risultato non fosse dei peggiori. Per questo l’ho portato a termine.  

Sono in nuce o in lavorazione eventuali seguiti o altre opere dello stesso filone?

Tutto è possibile, ma credo che una scelta stilistica così “forte”, nel senso di specifica e contenente in se’ un che di programmatico, difficilmente possa dar vita ad un genere. Vi è qualcosa di facilmente esauribile in essa, in primo luogo l’implicita dichiarazione di voler scrivere, nel ventunesimo secolo, un poema allitterativo invece di un romanzo. Tolkien scrisse anche in metro allitterativo, credo unico nel ventesimo secolo, ma potrei sbagliarmi. Gran peccato che quel suo testo sia incompiuto. Tornando alla scelta formale, personalmente non mi vedrei capace, invece, di scrivere un romanzo, forma espressiva, come è noto, ben più recente e “giovane” dell’epica stessa. In questo periodo sto lavorando ad una raccolta di racconti molto brevi. Certo, io stesso, o qualcun altro, potrebbe scrivere altri poemi allitterativi in lingua italiana, magari anche più lunghi o meglio scritti, ma cosa aggiungerebbero al primo? A questa domanda faticherei a trovare risposte convincenti.

Il ciclo della Terra di Mezzo può essere visto anche come una base di conoscenza da cui possono essere tratte altre ispirazioni che invitino a riscoprire e diffondere testi storico – mitologici?

Certamente. L’opera di Tolkien è (anche) il prodotto di una profonda conoscenza del Medioevo occidentale. Se non ricordo male, egli dichiarò di essersi proposto di creare una mitologia per l’Inghilterra, che non ne aveva mai avuta una al pari del mondo greco-latino. Se davvero questo era il suo intento, mio parere è che abbia fallito: egli creò invece, forse senza volerlo, una mitologia per l’Occidente. Più si studia e si conosce il Medioevo e la sua letteratura, più si apprezza Tolkien, e viceversa. Ciò detto, non si intenda che l’operazione di Tolkien sia una mera emulazione antiquaria: sono consapevole che vi è molto di più. Non credo serva ricordarlo. Tuttavia, consiglio agli appassionati di Tolkien che siano alla ricerca di materiale “nuovo” che permetta loro di provare almeno in parte suggestioni simili a quelle prodotte in loro da Tolkien stesso, di considerare la lettura di testi medievali, forse meno noti in Italia che in altri paesi. Naturalmente la lista è nutritissima, ma il primo da menzionare è ovviamente il Beowulf, che è un poema allitterativo. E’ a mio parere il più “tolkieniano” tra tutti i testi antichi, ovviamente non a caso, dato che Tolkien ne era il massimo esperto. Personalmente, pur nutrendo un’ammirazione altissima per Tolkien, non mi definirei un grandissimo fautore del genere “Fantasy” inteso come genere letterario contemporaneo. Il problema è che molti autori, anche di successo, hanno poco da spartire con Tolkien. Si limitano, perlopiù, a replicare i sintomi di un fenomeno, spesso senza averne compreso le qualità profonde. Curioso che a dirlo sia proprio il sottoscritto, autore di un testo che suppongo si possa definire “fantasy”. Ma forse gli intenti che mi muovono sono differenti. Giudicherà il lettore.

A che pubblico si rivolge la sua opera?

Mi piacerebbe dire: a tutti. E’ un testo poetico, e come tale un poco meno scorrevole di uno in prosa. Tuttavia, una delle mie priorità è stato rifuggire il “poetichese”. Scrivere “difficile” è facilissimo. Scrivere “semplice” è molto più difficile. Spero, a tratti, di esserci riuscito. Una delle qualità dell’epica medievale è la sua capacità di ottenere effetti dall’alto valore poetico facendo uso di un linguaggio semplice. A volte perfino, all’apparenza, rozzo. Vi troviamo parole di uso quotidiano preferite a parole auliche o ricercate. Ho cercato di fare tesoro di questo accorgimento. Dopo molti anni di lavoro ho raggiunto il risultato che desideravo. Non riesco a immaginare per la mia opera un pubblico più adatto di coloro che amano profondamente Tolkien, dato che io stesso sono uno di loro. E a tutti coloro che leggeranno l’Erec, consiglierei di farlo ad alta voce, in compagnia, possibilmente di notte, attorno ad un fuoco. 

A beneficio di chi desiderasse reperire il libro di Marcantonio Savelli, riportiamo il link alla pagina web del sito dell’editore – a cui rimandiamo per ulteriori informazioni e per eventuali ordini: https://www.apolloedizioni.it/epages/146609.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/146609/Products/9788831202015

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Tolkieniani Italiani – Intervista a Ted Nasmith

Ancora oggi mi ricordo delle prime volte che ho letto Il Silmarillion e delle emozioni che ho provato entrando in quel mondo fantastico pagina dopo pagina. L’Epicità unica è un marchio registrato delle opere di J.R.R. Tolkien. Un universo meraviglioso, pieno di miti e leggende, di avventure, di dramma, di amore e colpi di scena. Ma sono state anche le bellissime illustrazioni contenute in quel libro ad aiutarmi a dar vita al “mio” fantastico universo tolkieniano.

Le illustrazioni erano di Ted Nasmith, e dopo tantissimi anni trascorsi da quando avevo letto Il Silmarillion per la prima volta, ho avuto il grande piacere di parlare con questo grandissimo artista canadese. È una persona molto gentile, simpatica e alla mano, e si è dimostrato da subito disponibile a fare una bella chiacchierata sulla sua vita, i suoi lavori e i suoi progetti.

Erie Rizzi Neves


Parlaci di te. Chi è Ted Nasmith e quali sono le tue formazioni accademiche, artistiche e professionali?

Sono diplomato con honores nel programma di arte della mia scuola superiore, dopo di che ho iniziato uno apprendistato in “architectural rendering”, che poi è stata la mia professione finché non ho sviluppato il mio interesse per J.R.R Tolkien. Accademicamente non ho le credenziali formali, ma ho semplicemente l’amore per la conoscenza in diversi campi e sono un avido lettore. Sono anche un musicista, chitarrista, bassista, cantante e compositore.

Quando hai capito che l’arte era il tuo mondo e che saresti diventato un artista?

Vicino alla fine dei miei anni di scuola elementare mi è stato comunicato che avrei dovuto fare parte di un programma di arti grafiche in un liceo, e ho accettato. Prima di ciò non avevo idea che diventare un artista professionista avrebbe potuto essere una realtà.

Di solito che tecniche artistiche utilizzi e com’è il processo creativo per le tue opere?

Per la maggior parte della mia arte, dipingo in Gouache (guazzo). Concepisco l’immagine dopo aver letto un passaggio nel libro, poi faccio uno piccolo schizzo o schizzi in base a questo. Dopo di che sviluppo l’idea e la raffino in disegni successivi, arrivando a creare un disegno con colori grezzi. Gli elementi di questa illustrazione saranno studiati in base alle esigenze, utilizzando gli archivi della mia collezione e ricerche online. Con tutte le fasi preliminari completate, procedo ad una pittura full size, costruendo l’immagine in più fasi.

Quale illustrazione ti ha dato più soddisfazione, sia personale che professionale?

Purtroppo ci sono un bel po’ che potrei scegliere. “Entering Mirkwood” è un buon esempio di un lavoro a cui sono particolarmente affezionato, o “The Fair Valley of Rivendell”.

Se ci sono, quali sono le differenze tra buttar giù uno schizzo per lavoro e illustrare per pura ispirazione?

Questi due aspetti si intrecciano per me. Quasi mai ho illustrato per pura inspirazione. Di solito c’è sempre qualcuno che mi commissiona lavori. Detto ciò, “Taniquetil” è uno dei rari esempi di pittura creata per puro piacere.

Com’è nata la tua passione per Tolkien?

È stato semplicemente per la raccomandazione de Il Signore degli Anelli da parte di mia sorella maggiore; avevo quindici anni. Mi sono fissato appena ho iniziato a leggerlo. E da subito mi è nato un forte desiderio di disegnare immagini inspirate al libro.

Oltre ad essere un illustratore rinomato sei anche un grande studioso dell’universo tolkieniano. Riesci a spiegare il fenomeno per cui dopo quasi 70 anni dalla pubblicazione della prima edizione de Il Signore degli Anelli il filone è oggi più forte che mai?

Penso che la gente sa quando un romanzo o un’idea è potente e duratura e Tolkien aveva un genio per captare negli strati più profondi dell’immaginazione il nostro fascino per miti e storia, e ha riversato tutta la sua energia creativa nel legendarium che ha sviluppato per tutta la sua vita.

Raccontaci la tua esperienza personale con J.R.R. Tolkien e di quando l’autore ti ha scritto una lettera, in cui apprezzava i tuoi disegni.

È stato molto gentile da parte sua. Ho inviato una lettera e qualche foto delle mie prime illustrazioni e ritratti dei personaggi che avevo disegnato nel 1972, circa. Gli sono piaciuti, anche se mi ha detto che la mia versione di Bilbo era un po’ troppo infantile (Un viaggio inaspettato). La sua lettera di risposta non era scritta a mano, ma dattiloscritta e firmata. Purtroppo non la possiedo più.

Sei stato contattato dai rappresentanti di Peter Jackson per fare parte del team creativo della trilogia de Il Signore degli Anelli, insieme a John Howe e Alan Lee. Ci puoi raccontare cos’è successo?

Avevo presentato un’offerta per aiutare con il lavoro concettuale del progetto, ricevendo quasi subito l’invito per unirmi alla produzione. Alla fine ho dovuto rifiutare, soprattutto perché avevo una situazione familiare complicata in quel periodo, con la rottura del mio matrimonio e tre bambini a cui badare. A un certo punto ho avuto a che fare anche con la depressione, che mi ha lasciato senza forze sia per l’arte che per qualsiasi altra cosa. Mi sono reso conto che avevo bisogno di riprendermi.

Sappiamo che Peter Jackson ha utilizzato qualche tua idea come riferimento per alcune scene de Il Signore degli Anelli. Cosa provi nel vedere le tue illustrazioni nel grande schermo?

Capisco le ragioni per cui Jackson ha voluto che le scene fossero basate sulla visione di artisti affermati, ma mi ha deluso per non avermi informato e non avermi richiesto l’autorizzazione per l’utilizzo di quelle idee.

“There and back again”. Cos’è per te Universo Tolkieniano?

Per me, Tolkien è una vocazione, una ricerca continua. Non c’è mai fine alle possibilità.

Dall’Ainunlidalë alla canzone dei nani insieme a Bilbo Baggins, la musica è uno strumento di grande importanza nella mitologia tolkieniana. Cosa rappresenta la musica per te?

Amo la musica, amo molti generi musicali e amo suonare la musica. È essenziale per una vita ben vissuta.

Chitarrista e musicista. Utilizzi lo stesso processo creativo delle illustrazione anche per creare musica?

Non proprio. Scrivere testi o melodie è un po’ diverso. Credo che l’elemento comune è che una canzone ispirata alle opere di Tolkien abbia bisogno di sentirsi autentica ed emotivamente legata al suo testo/contenuto, proprio come lo stile e il contenuto di un dipinto che riflette in quella scena lo stato d’animo dell’artista/lettore.

Parlaci dei tuoi progetti musicali.

Ho registrato un cd di canzoni a tema Tolkien nel 2007 con standard di mixaggio professionali, di qualità. Ho scritto molte canzoni, ma la maggior parte sono state registrate in modo piuttosto casuale o con una rifinitura di livello amatoriale. Vorrei registrare del materiale nuovo, ma anche registrare in modo professionale le vecchie canzoni.

Curando questo sito e altre pagine social dedicate alla diffusione di informazioni riguardanti il mondo tolkieniano, abbiamo notato che diverse delle tue illustrazioni girano in rete senza riferimenti all’autore né il tuo consenso. Come reagisci davanti a questo fenomeno?

A volte cerco di affrontare tale pirateria ma questa azione diventa presto frustante, non diversamente da nani che inseguono gli elfi nel Bosco Atro. Ma la maggior parte dei prodotti illegali che riproducono la mia arte hanno qualità molto bassa.

Che consigli puoi dare ai nuovi artisti emergenti?

Aspettatevi un arduo percorso per trovare la strada per il campo artistico che volete eccellere, ma non abbandonate il vostro sogno. Tantissimi artisti, anche quelli rinomati, hanno dovuto fare un altro tipo di lavoro per un po’ di tempo, per poter pagare le bollette, pur inseguendo la loro passione nel tempo libero, sempre alla ricerca di un’opportunità di essere riconosciuti. Ho anche detto ai miei studenti di “rubare” le idee degli artisti che ammirano, di emularli e imparare. Fate lo stesso, e in
poco tempo potrete trovare la vostra firma; la vostra strada e vocazione.

Hai intenzione, o in progetto, di visitare l’Italia?

Non ho piani in visitare l’Italia per il momento, ma sarei felice di essere invitato a un qualche evento regionale.

Vuoi mandare un messaggio ai nostri amici tolkieniani italiani e ai tuoi fan che ci leggono?

I miei sinceri saluti ai miei amici Tolkieniani Italiani! Grazie per il vostro apprezzamento della mia arte. Possa una stella benedire l’ora del nostro incontro nei regni della Terra di Mezzo!