,

Anno nuovo, stesso brindisi a Tolkien

Un altro anno è appena iniziato e noi, che da sempre raccomandiamo di mantenere vive le tradizioni più care anche abbracciando lo scorrere del tempo e le novità che ci dona, lo vogliamo iniziare con un appuntamento ricorrente che ci risulta sempre molto gradito, un vero e proprio rifugio in cui dedicare un momento di ricordo che ci distolga dai pensieri della vita di ogni giorno e ci accompagni nel nostro angolo di ricreazione dell’animo.

Pertanto anche nel 2024 d.C., il 3 gennaio, accogliamo l’invito della Tolkien Society a partecipare alla tradizione dell’annuale Tolkien Birthday Toast, con il quale riserviamo un pensiero a J. R. R. Tolkien nel giorno che fu il suo compleanno durante la vita terrena. Come ormai saprete benissimo, il Professore nacque il 3 gennaio 1892, dunque quest’anno ricorre il 132° anniversario del lietissimo evento.

Il “cerimoniale” del Toast è ben noto e, di anno in anno, resta sempre lo stesso. A beneficio di chi si accostasse per la prima volta a questa piacevole usanza, tuttavia, ci premuriamo di riassumerne i punti salienti. Le “regole” da seguire sono davvero poche e semplici:

  1. Alle 21:00 ora locale del 3 gennaio, ci si alza in piedi:
  2. si leva un calice (o bicchiere, o qualsivoglia recipiente per bere!) della propria bevanda preferita, a scelta: non è necessario che sia alcolica;
  3. si pronuncia la formula “Al Professore”! Per chi vuol seguire pari pari la dicitura inglese The Professor! si può optare per il letterale “Il professore!”;
  4. si beve un sorso della propria libagione, dedicandolo a Tolkien;
  5. Ci si siede nuovamente, o comunque si riprende a godersi il ​​resto della bevuta, magari condividendo i propri pensieri sulla magia delle opere tolkieniane – può essere anche un’ottima occasione per (ri)leggere qualche pagina delle proprie predilette.

Se vorrete inviare un’istantanea fotografica dei momenti prima, durante e dopo il brindisi sui nostri o sui vostri canali social, raccomandiamo di adoperare l’hashtag #TolkienBirthdayToast, in modo da rendere ancora più ampia la partecipazione a questo bel momento collettivo. Noi vi aspettiamo e, in attesa dei prossimi appuntamenti sul territorio (ci stiamo già lavorando! Appena possibile vi aggiorneremo), vi invitiamo a unirvi a noi e a iniziare da subito a conoscerci, approfittando anche della nostra rivista soci con la quale essere sempre informati sulle iniziative con cui proponiamo di vivere assieme gli immortali temi trattati nelle opere del nostro amato Professore.

,

La mostra di Roma vista da noi

Finalmente, l’avverbio che per primo si impone una volta terminata di visitare la mostra intitolata: “Tolkien. Uomo, professore, autore”.

Finalmente una mostra che ha una risonanza nazionale ed istituzionale ai più alti livelli dopo che, per decenni, le sue opere sono state in varie occasioni sottovalutate, da alcuni anche mal considerate quando non addirittura boicottate. Sperando che questa mostra segni uno spartiacque tra un prima nebuloso ed un dopo splendente come una nuova alba, non si può fare a meno di rallegrarsi e gioire come Hobbit ad una festa di compleanno.

Il materiale selezionato, naturalmente una piccola parte nel tutto tokieniano, risulta interessante e inedito per molti aspetti. 

Una menzione particolare per un baule da viaggio con inciso “M. Tolkien”, con il quale Mabel, la madre di Tolkien, fece andata e ritorno dal Sudafrica. In un’epoca, siamo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, nella quale i viaggi avevano ancora alte percentuali di incognite e scomodità.

Detto questo, passiamo ad una piccola panoramica di cosa ci aspetta una volta varcata la soglia.

La mostra è situata in un’ala della Galleria Nazionale e gli spazi dedicati sono stati riempiti con criterio.

All’entrata un pannello informa su chi fosse l’autore e su alcuni aspetti della sua vita. Suggestive le foto di famiglia, un bianco e nero che svela ai nostri occhi un mondo lontanissimo, remoto, caratterizzato dai lunghi baffoni degli uomini e dagli ingombranti abiti delle donne. Lettere intervallate da una successione di libri, edizioni di quell’epoca, che Tolkien lesse e annotò con cura. 

Tra le lettere scambiate con gli amici, ne ricordiamo una del T.C.B.S. che tanta importanza rivestì nella formazione del ragazzo, poi uomo, John Ronald Reuel. Si aggiungano, sempre nel contesto epistolare, quelle con le varie case editrici. Dalla prima che lo pubblicò, la “Allen & Unwin” che comprende la critica positiva del figlio dell’editore all’epoca decenne a, purtroppo, quelle italiane che non lo capirono o sottovalutarono. Spicca soprattutto Elio Vittorini, direttore della collana “La Medusa” di Mondadori a partire dal 1960 che, dopo aver bocciato il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, stroncò Tolkien anche per un malcelato pregiudizio ideologico, come si evince dal suo appunto in mostra.

Proseguendo ci affacciamo in una saletta dove viene proiettato un emozionante filmato nel quale Tolkien descrive l’attimo che lo portò a scarabocchiare sulla pagina bianca del compito di un alunno: “In una tana sottoterra viveva un hobbit”. Chi ha letto il libro comprende come dietro quella piccola frase ci fosse un mondo che attendeva, da chissà quanto, di poter essere svelato.

Il video prosegue, sempre con la voce di Tolkien, con la negazione dell’allegoria nella sua opera e sul racconto di come a lui fosse sempre piaciuto inventare lingue. 

A cornice, nel resto della sala, un numero di opere, disegni, schizzi, quadri di vari autori e differenti segni che solo il gusto personale di ognuno potrà annoverarne alcune tra le preferite e altre non.

Non potevano mancare due mappe di una collezione privata riguardanti una l’intera Terra di Mezzo e l’altra Lo Hobbit in una versione che non avevo ancora visto.

Nella sala adibita a riepilogo degli innumerevoli frutti maturati dai libri, la grande parete con i poster dei film e degli attori mentre, nella parete accanto, la bacheca con i dischi in vinile tra i quali la colonna sonora del film di Bakshi e altri LP di alcuni complessi, come i Led Zeppelin, che furono ispirati dalla Terra di Mezzo. A certificarne l’ampia diffusione persino l’LP di una lettura con la voce di Mr Spock – Leonard Nimoy.

Nella stessa sala tre diorami e, per citare il più suggestivo, quello con Gandalf, a Moria, sopra il ponte mentre sbarra il passo al Balrog con la lava rossa e gialla che scorre sotto. Forse avrebbe dovuto avere una luce più soffusa per renderlo più coinvolgente.

Accanto il flipper a tema con l’ambientazione del film di Peter Jackson. Naturalmente una divertente partita è d’obbligo. 

A completare la sensazione di essere diventati parte della Terra di Mezzo, sette riproduzioni a grandezza naturale dei costumi di scena della trilogia cinematografica di Peter Jackson sembrano accompagnare la visita. Tre di essi, Éowyn, Faramir e Théoden, sono collocati proprio accanto al video che trasmette i film a getto continuo: in un angolo, Gandalf sembra vegliare alle spalle di Sam e Frodo; accanto alle bacheche, Galadriel rievoca la scena di “Un viaggio inaspettato” in cui sembra svettare contro il cielo di Imladris. Chi ci segue da qualche tempo avrà senz’altro notato il tocco creativo della nostra socia Veronica “Veerena” Stima, sempre generosamente disponibile nell’abbellire i nostri eventi con le sue creazioni: poterle ammirare anche in questa cornice è davvero un’emozione particolare.

Come non soffermarsi poi di fronte al grande pannello che elenca le lingue della Terra di Mezzo, un elenco di popoli; Elfi, Uomini, Nani… e non mancano quelli schierati con l’Oscuro Signore. Il mosaico di lingue e reami composto da Tolkien è maestoso quanto la sua opera. Peccato solo che il tabellone riporti alcuni collegamenti che non corrispondono a quelli presenti nello schema originale – lo sappiamo perché anche questo contributo viene da un nostro socio e consigliere!

Nella sala centrale, il pezzo forte sono le molte e varie edizioni pubblicate nel mondo. Alcune riconoscibilissime quali inglese, francese, tedesco, spagnolo e portoghese mentre altre, che possono variare dallo slavo, alle lingue nordiche e asiatiche, purtroppo senza una didascalia informativa restano difficili se non impossibili da decifrare. In un azzardo mi sentirei di ipotizzare, non affermare, di aver visto una edizione cambogiana. O era nepalese?

Edizioni di tutti i tipi, dalle copertine sobrie e sgargianti con illustrazioni diversissime tra loro a seconda della nazione di riferimento.

Davvero imponenti le teche che racchiudono questo tesoro editoriale e che occupano tre pareti e, sopra la centrale, vengono proiettati dapprima un gigantesco ed inquietante disegno del Re stregone che all’improvviso scompare per lasciar posto a Saruman con accanto un Uruk-hai. 

Al centro di questa sala una struttura a quattro pilastri con ai lati dei tavoli e, su uno di loro, l’edizione americana del 1938 con la copertina azzurra che incornicia un disegno di Tolkien. All’interno della struttura, una mappa digitale della Terra di Mezzo con impressa la data del 3019 e l’apparire cronologico delle tappe del viaggio di Frodo.

Non resta che salire le scale per il piano superiore, dove ammiriamo altre lettere, quadri e la proiezione di un disegno raffigurante Faramir ed i suoi che catturano Frodo e Sam.

Di particolare interesse, nella parete accanto al corridoio che porta alla sala opposta, i pannelli con le frasi di ammirazione, considerazione, riconoscimento a Tolkien da parte di vari personaggi: Stephen King, l’ex presidente Barack Obama e di Ringo Starr che si rammarica nel non esser riuscito, con gli altri Beatles, a comprare i diritti cinematografici dell’opera. Per inciso, lui avrebbe voluto interpretare Sam.

Ma quelle che rendono più onore e stima sono pronunciate da Isaac Asimov, vale la pena leggerle ed assaporarle.

Sempre al piano superiore il resoconto di Tolkien dei suoi viaggi in Italia, soprattutto le tappe di Venezia ed Assisi, dei quali non anticipo nulla se non le benevole, ammirate e sentite parole rivolte verso questi luoghi e il rammarico di Tolkien nel non saper parlare la nostra lingua.

Una mostra da vedere e centellinare con la calma non di un Ent ma di uno Sveltolampo e, consiglio spassionato, assolutamente da rivedere in un giorno successivo a quello dell’inaugurazione, in modo da non farsi distrarre dalla gioiosa confusione di tanti, troppi Hobbit.

,

2 settembre 1973 – 2 settembre 2023: saluto al Professore

Note biografiche

Cinquant’anni fa il mondo salutava John Ronald Reuel Tolkien.

In questi cinquant’anni, in particolare negli ultimi trenta, moltissimo si è scritto sulla sua figura e sulla sua produzione letteraria: nel nostro piccolo, da quando ci siamo costituiti, abbiamo indetto un numero imprecisato di momenti di commento, approfondimento, divulgazione e divertimento partendo dall’inestimabile corpus letterario che ha lasciato in dono al mondo intero.

Non sarà dunque necessario, proprio oggi, aggiungere altro. Per chi ancora non lo avesse fatto, naturalmente suggeriamo di dare una scorsa alla sua biografia (qui) e a un estratto della sua bibliografia italiana (qui): ma oggi riteniamo che il modo più emozionante di celebrare questa ricorrenza è di parlarne assieme. Lasciateci dunque un’impressione, una suggestione, un vostro pensiero sui nostri canali social (naturalmente, per chi vi è iscritto):

Saremo lieti di collezionare i vostri pareri e di interagire con voi, come sempre, in attesa di rivederci nei prossimi appuntamenti sul territorio!

Annunciata nuova edizione delle Lettere

La casa editrice HarperCollins ha annunciato l’uscita di una nuova edizione della raccolta di lettere di J.R.R. Tolkien! I contenuti sono stati riveduti e ampliati inserendo oltre 150 lettere inedite, forma di comunicazione di cui il Professore è stato un vero e proprio cultore. Nel corso degli anni egli ne scrisse infatti una vera messe, tra quelle indirizzate ai suoi editori, ai membri della sua famiglia, agli amici, senza escludere i suoi lettori, ai quali più volte rispose con chiarimenti e lunghe spiegazioni riguardo a vicende e circostanze di cui nulla si sapeva dopo la pubblicazione de Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli – e che videro poi la luce anni più tardi, quando uscirono i volumi della History of Middle-earth.

Una prima selezione dalla corrispondenza di Tolkien uscì nel 1981, dovuta all’opera del biografo ufficiale di Tolkien Humphrey Carpenter che si avvalse dell’assistenza di Christopher Tolkien. Dalla scheda dell’opera rilasciata dall’editore apprendiamo che:

In questa edizione rivista e ampliata di The Letters of J.R.R. Tolkien, è stato possibile risalire ai dattiloscritti e alle note originali degli editori, ripristinando più di 150 lettere che erano state asportate esclusivamente per ottenere quella che allora era considerata una “lunghezza pubblicabile” e presentare il libro come originariamente previsto.

Secondo le prime anticipazioni i materiali di questa nuova edizione

non solo comprendono nuove informazioni sulla Terra di Mezzo, come il riassunto della trama dell’intero Signore degli Anelli di Tolkien e […] dei suoi “Racconti dei Tre Ere’, ma anche tanti spunti sull’uomo e sul suo mondo. Inoltre, questa nuova selezione intratterrà chiunque apprezzi l’arte di scrivere lettere, di cui J.R.R. Tolkien era un maestro.

Il volume, stando a quanto appare su Amazon, è atteso per il 9 novembre 2023.

Esce il n° 25 di Minas Tirith

La rivista prodotta ed edita a cura della Società Tolkieniana Italiana, la prima di respiro accademico incentrata su J.R.R. Tolkien e il fantastico in generale, è disponibile nella sua nuova uscita: la serie tocca, con questa pubblicazione, i 25 numeri da quando lanciammo questa ormai storica “testata”.

Questo numero speciale ospita la traduzione del numero 70 della rivista francese Nouvelle Ecole, uscito nel 2021 e interamente dedicato al celebre scrittore inglese. La pubblicazione è stata resa possibile grazie alla disponibilità del direttore della rivista, Alain de Benoist, che ringraziamo vivamente insieme con gli autori del fascicolo. Il volume, tutto a colori, propone i più recenti saggi e studi storico-letterari su tematiche tolkieniane, abbracciando anche altre discipline come le arti visive, la filologia e l’antropologia del folklore: il curatore è Alessandro Stanchi.

Dall’editoriale, sempre di Alessandro Stanchi:

Sono passati alcuni mesi dalla pubblicazione e distribuzione del pri- mo numero del nuovo corso di Minas Tirith, e chi scrive sente il piacere, più che il dovere, di ringraziare i numerosi lettori che hanno salutato con entusiasmo la nostra proposta editoriale: non solo i nostri colleghi e amici Soci della Società Tolkieniana Italiana (S.T.I.), che sono il nostro primo pubblico di riferimento; ma anche tutti coloro che hanno letto una copia del primo numero della rivista, senza essere necessariamente iscritti alla STI, e che ci hanno comunicato il loro apprezzamento per la qualità degli autori e degli interventi pubblicati (tanto che alcuni si sono anche iscritti, andando ad aumentare la platea “ufficiale” delle nostre attività).

Il secondo numero di Minas Tirith ospita saggi ed articoli tratti dallo speciale su Tolkien della rivista francese Nouvelle Ecole, con la lingua nelle opere di Tolkien come uno tra i temi principali del corpus di scritti”.

Dall’introduzione di Alain De Benoist:

“Tolkien ha pubblicato relativamente poco durante la sua vita. Quando, nel 1937, esce Bilbo lo Hobbit, il cui enorme successo lo sorprende e ad- dirittura lo infastidisce (è solo su richiesta del suo editore che continuerà sulla stessa linea), non è noto che per un saggio su Beowulf, il grande poema epico anglosassone composto tra la prima metà del VII secolo e la fine del primo millennio, che lo ha reso uno specialista riconosciuto di let- teratura medievale. La sua vera passione sono le lingue. Ne imparerà varie decine e ne creerà quasi altrettante egli stesso (il quenya, le lingue elfiche, il quendiano primitivo, il valarin, l’eldarin, il sindarin, l’entese, la lingua dei Nani, ecc.), concependo le sue storie come il contesto per utilizzarle, da cui l’orientamento risolutamente filologico della sua letteratura, dove la creazione linguistica funge da invenzione musicale.

Alcuni commentatori hanno scorto ne Il Signore degli Anelli un’opera «fondamentalmente cattolica». Quest’affermazione è piuttosto esagerata. Tolkien aveva ereditato dalla madre un’incontestabile fede cattolica, pro- veniente dal Movimento di Oxford, a quei tempi difficile da professare in un ambiente anglicano, e vi è rimasto fedele per tutta la vita. Tuttavia, si cercherebbe con fatica nei suoi libri temi attinti direttamente alla teologia cristiana. Il suo universo attinge piuttosto alle fonti immemorabili di un paganesimo che ha sempre fatto prevalere le immagini sui concetti. In Tolkien, l’elemento religioso è, del resto, assorbito dal simbolismo. Non utilizza neanche una volta la parola «Dio» (nel Silmarillion, la creazione del mondo è solamente attribuita a un essere supremo dai nomi elfici di Ilúvatar «Padre di tutto» e di Eru «Unico», che non interviene mai nei destini dei personaggi). Ciò che voleva J.R.R. Tolkien, infatti, era dare agli inglesi un «mito vero» che fosse ad essi proprio, analogo a ciò che fuil Kalevala di Elias Lönnrot per i finlandesi. «Avevo l’idea, dirà nel 1951, di creare un insieme di leggende più o meno correlate, che andassero dal grandioso e cosmogonico al racconto di fate dei romantici». Per fare ciò, fece ricorso alle grandi opere medievali, alle Eddas, alle saghe scandina- ve, ma anche all’Iliade e all’epopea di Gilgamesh, e persino alle leggende celtiche e arturiane”.


Periodico semestrale della Società Tolkieniana Italiana

Direttore responsabile: Gianfranco De Turris

Responsabile di redazione: Alessandro Stanchi

Illustrazione in copertina di Cinzia Zonta

Traduzione di Federico Nacci

Editore “L’Arco e la Corte “ – Bari – Per l’acquisto dalla pagina www.arcoelacorte.it oppure o con una mail a ordini@arcoelacorte


Sommario

Editoriale di Alessandro Stanchi, 7

Prefazione di Gianfranco de Turris, 9

Introduzione di Alain de Benoist, 13

Dalle radici ai rami di Onfroy Charpentier, 17

Tolkien il filologo e la «Res germanica» di Armand Berger, 23

All’origine delle lingue elfiche: primi quendiani e proto-indoeuropei di Damien Bador, 45

Alberi delle lingue elfiche secondo diverse concezioni successive di J.R.R. Tolkien di Jérôme Sainton, 61

Tolkien e la questione della tecnica di Walter Aubrig, 75

La “Biblioteca” francese di J. R. R. Tolkien di Oronzo Cilli, 91

Bibliografia di John Ronald Reuel Tolkien (1910-2021) di Armand Berger, 109

Lettera a Nordal, 20 agosto 1933, 151

Gli autori del dossier, 159

,

Tolkien Reading Day 2023: Viaggio e Avventura

Anche per quest’anno la Società Tolkieniana promuove il Tolkien Reading Day, nel giorno in cui si dedica un momento per leggere o rileggere il proprio passo preferito delle opere del Professore.

Il tema scelto dalla Tolkien Society per il 2023 è Viaggio e Avventura

Siamo a disposizione per dare supporto in tutti i modi in cui potremo a chiunque vorrà indire momenti di lettura, nei modi che l’attuale situazione ci permette. Vi invitiamo poi a dare notizia di come trascorrerete questa ricorrenza, condividendo le vostre foto o i vostri video o semplicemente annunciando quale passo avete scelto di leggere, in uno di questi canali:

Raccomandiamo, sui social network, di inserire l’hashtag #TolkienReadingDay per fare in modo che i vostri contributi entrino nel grande flusso mondiale di testimonianze in onore del Professore.

Dal momento che le principali opere tolkieniane sono letteralmente basate su viaggi avventurosi, la scelta (come con il tema dello scorso anno) è davvero amplissima: dagli Hobbit che loro malgrado attraversano la Terra di Mezzo in una missione determinante per la salvezza del mondo, agli Elfi che fin dai primi tempi della loro comparsa in Arda spostano intere stirpi da un continente all’altro e attraverso il Mare, agli Uomini con le loro migrazioni alla ricerca di terre sicure dalle minacce dell’Oscurità, all’epopea dei Nani costretti ad affrontare durissime prove per recuperare le loro dimore e i loro averi.

Noi onoreremo questa ricorrenza in un momento di letture e commenti presso la biblioteca comunale sita in via IV Novembre 1 a Tavazzano con Villavesco, comune in provincia di Lodi (LO), dove Gianluca Comastri sarà presente come nostra rappresentanza e per raccogliere tutte le testimonianze e i contributi di chi ci farà dono della sua compagnia in questo appuntamento collettivo.

Per qualsiasi richiesta di supporto per organizzare la vostra lettura non esitate a contattarci all’indirizzo silmaril@tolkien.it

Buon giorno di letture tolkieniane a tutti!

,

Un nuovo anno insieme, con Tolkien

Come ad ogni inizio del nuovo anno, per chi ama Tolkien e le sue opere si profila il tradizionale appuntamento in cui unirsi simbolicamente (e, anche grazie ai social, in tutto il mondo!) in onore di un uomo e autore, al quale rinnoviamo tutta la nostra gratitudine per averci elargito un dono inestimabile come la Terra di Mezzo – oltre a tutta la sua prodigiosa produzione letteraria.

Pertanto anche quest’anno, il 3 gennaio, accogliamo l’invito della Tolkien Society a partecipare alla tradizione dell’annuale Tolkien Birthday Toast, ricordando il compleanno di J. R. R. Tolkien. Il lietissimo evento è datato 3 gennaio 1892, dunque quest’anno ne ricorre il 131° anniversario: un numero specialissimo, che tutti gli appassionati riconosceranno come l’età di Bilbo Baggins allorché si imbarcò ai Porti Grigi per il suo ultimo, straordinario viaggio verso le Terre Immortali.

Il “cerimoniale” del Toast ormai non dovrebbe più riservare sorprese: a beneficio di chi si accostasse per la prima volta a questa piacevole usanza, tuttavia, ci premuriamo di riassumerne i punti salienti. Le “regole” da seguire sono davvero poche e semplici:

  1. Alle 21:00 ora locale del 3 gennaio, ci si alza in piedi:
  2. si leva un calice (o bicchiere, o qualsivoglia recipiente per bere!) della propria bevanda preferita, a scelta: non è necessario che sia alcolica;
  3. si pronuncia la formula “Al Professore”! Per chi vuol seguire pari pari la dicitura inglese The Professor! si può optare per il letterale “Il professore!”;
  4. si beve un sorso della propria libagione, dedicandolo a Tolkien;
  5. Ci si siede nuovamente, o comunque si riprende a godersi il ​​resto della bevuta, magari condividendo i propri pensieri sulla magia delle opere tolkieniane – può essere anche un’ottima occasione per (ri)leggere qualche pagina delle proprie predilette.

Se vorrete inviare un’istantanea fotografica dei momenti prima, durante e dopo il brindisi sui nostri o sui vostri canali social, raccomandiamo di adoperare l’hashtag #TolkienBirthdayToast, in modo da rendere ancora più ampia la partecipazione a questo bel momento collettivo. Noi vi aspettiamo e, in attesa dei prossimi appuntamenti sul territorio (ci stiamo già lavorando! Appena possibile vi aggiorneremo), vi invitiamo a unirvi a noi e a iniziare da subito a conoscerci, approfittando anche della nostra rivista soci con la quale essere sempre informati sulle iniziative con cui proponiamo di vivere assieme gli immortali temi trattati nelle opere del nostro amato Professore.

Calendario 2023 a tema… in friulano!

Avvicinandoci al nuovo anno, tornano le proposte per un bel calendario illustrato a tema tolkieniano. Quella che ci piace di più viene dagli amici dell’associazione Aulùs, già noti per la loro attività di doppiaggio dei film de Il Signore degli Anelli in lingua friulana.

La loro idea per vivere un 2023 sotto il segno della nostra saga preferita si concretizza in un calendario interamente in friulano, rigorosamente a tema tolkieniano e illustrato da cima a fondo per accompagnarci mese dopo mese durante tutto il prossimo anno:  il Lunari Tolkienian 2023, che sarà disponibile da metà dicembre ma che si può già preordinare, del quale vediamo qui sopra l’anteprima del mese di maggio.

Per effettuare il vostro ordine, suggeriamo di andare direttamente alla pagina dedicata.

Per gli auguri di rito, l’appuntamento è fra qualche settimana!

A proposito di doppiaggio…

Società Tolkieniana Italiana e… doppiaggio? Può sembrare un accostamento forzato di due realtà prive di connessione, ma in effetti le cose stanno diversamente. Ai tempi dei primi tre film di Peter Jackson siamo stati coinvolti per offrire la nostra consulenza a dialoghisti e adattatori: oggi la storia si ripete, con la serie televisiva più chiacchierata (nel bene e nel male) di sempre.

Mercoledì 29 ottobre siamo stati ospiti di Roba da Doppiatori per una piacevolissima diretta sul tema “cosa fa un consulente per una serie TV?” Naturalmente il focus era su Gli Anelli del Potere: abbiamo parlato della nostra esperienza con l’adattamento italiano della prima stagione, nei limiti di quanto si può raccontare senza violare gli obblighi di riservatezza tuttora vigenti.

Qui la registrazione:

,

Hobbiton 2022 a Pordenone il 3 settembre

Quest’anno torna l’appuntamento con la nostra festa a lungo attesa! Dopo la pausa forzata per la nota situazione che ha consigliato lo stop agli eventi dal vivo, siamo più che lieti di annunciare il ritorno di Hobbiton! Sebbene si tratti di un’edizione in formato ridotto rispetto alle nostre consuetudini, dato che il tutto si svolgerà nel corso di un’unica giornata il prossimo 3 settembre, è comunque bellissimo per noi poter dare questa splendida notizia.

Illustrazione di Paola Ramella

Questi i dettagli dell’iniziativa: la Società Tolkieniana Italiana, con il contributo del Comune di Pordenone e in collaborazione con un nutrito gruppo di enti e associazioni (il Palazzo delle Arti e del Fumetto del Friuli, Endas, i circoli culturali Drago Verde ed Eureka, le associazioni Aulùs e la Compagnia de’ Viaggiatori in Arme, il club Inner Circle, Eldalië e l’Arco e la Corte) attendono tutti gli amici e gli appassionati della Terra di Mezzo al PAFF! PALAZZO ARTI FUMETTI FRIULI, presso la Villa di Parco Galvani c/o Galleria Armando Pizzinato in Viale Dante 33 a Pordenone.

L’orario di apertura al pubblico sarà dalle 10 alle 20. All’interno del PAFF si svolgeranno le conferenze, ci sarà un’aula didattica dove l’APS Aulùs terrà delle lezioni sul doppiaggio rivolte ai bambini e ragazzi e verrà trasmesso su di un monitor il film “La Compagnia dell’Anello” doppiato in lingua friulana. Nel parco verranno allestiti dei tavoli per poter far giocare i visitatori a diversi giochi di ruolo, con ovviamente una particolare attenzione a Il Signore degli Anelli, a cura dell’associazione Inner Circle. Parteciperà inoltre “La Compagnia dei Viaggiatori in Arme”, che intratterrà i più piccoli allestendo lezioni di scherma in piena sicurezza. All’esterno sarà invece presente un’area dove non mancheranno esposizioni di libri e gadget a tema. Durante tutta la giornata ad allietare i presenti ci sarà all’esterno un sottofondo musicale a cura di Andrea Vittori.

La ciliegina sulla torta però sarà data dall’incontro con Francesco Vairano, storico direttore del doppiaggio dei sei film di Peter Jackson per le quali si avvalse del contributo della STI e in particolare di Paolo Paron: il maestro, dialogando con lo stesso Paolo Paron e Gianluca Comastri, ci delizierà con aneddoti e curiosità su come si adatta per il grande schermo un’opera complessa quale quella di J.R.R. Tolkien.

Questo il programma delle conferenze, per le quali è previsto l’ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili:

MATTINA

10,00 Inaugurazione alla presenza delle autorità
10,30 Tolkien e la Terra di Mezzo: rifugio e stimolo per i giovani di tutte le età
– Paolo Paron
11,00 Tolkien in Friulano, emozioni e difficoltà
Presentazione della rivista e dell’associazione Aulùs
11,30 Minas Tirith
Alessandro Stanchi presenta il nuovo numero della rivista della Società Tolkieniana
12,00 Da “Il Signore degli Anelli” a “Gli Anelli del Potere”
– Paolo Paron e Gianluca Comastri incontrano Francesco Vairano

Pomeriggio
15,30 Tolkien e Dante: una porta sull’Infinito
Manuel Massimilano Laplaca
16,30 Colui che raccontò la Grazia. Una rilettura de Il Signore degli Anelli di J.R.R Tolkien
– Mauro Toninelli
17,30 Le lingue della Terra di Mezzo
Gianluca Comastri